sabato 16 febbraio 2008

Tra colori e paralisi



"Il bilocale di Lorena da su un giardino di un verde brillante anche in pieno inverno, capace di ospitare oltre ai gatti che sembrano delle piccoli tigri, due volpi che ogni sera si aggirano indisturbate tra i vari terrazzini.
La mattina la città ti saluta con un cielo quasi limpido e il verde ti abbaglia con il suo luccichio. Bisogna vestirsi in fretta, non c’è tempo da perdere, il cielo può cambiare di umore da un momento all’altro. Fa quasi caldo rispetto al nord, ma il vento non ci ha ancora abbandonato e più tardi mi costringerà a comprare un berretto.
Mi attende un giro all’aperto, io e Lara raggiungiamo il centro a piedi, pronte a cominciare una seconda vacanza, e il senso di liberazione è forte. Nella parte georgiana mi sento avvolta da un velo di calma che si estende a tutto ciò che vedo: ecco il senso di paralisi di cui parla Joyce; non c’è parola migliore per descriverlo. Strisce di mattoni rossi si estendono a vista d’occhio senza soluzione di continuità e stridono con la vivacità delle porte; ecco le case della ricca borghesia."





Acqua, terra e vento


Oggi condivido con voi alcune impressioni che ho scritto dopo un viaggio in Irlanda, solo cinque giorni, incastrati tra il Natale e il Capodanno del 2005. Ero andata a trovare un'amica che ormai vive lì da anni... è sempre bello viaggiare attraverso le persone...

Una volta arrivata a Dublino abbiamo noleggiato una macchina e ci siamo "perse" tra le lande sconfinate del nord. Solo terra acqua e vento.


Padova, 6 gennaio 2005


" Un oceano verde sbattuto dal vento ti conduce verso un oceano nero d’acqua, possente, paurosamente e costantemente mormorante, e all’improvviso ti senti circondato, lo stai guardando di fronte a te, ma potrebbe sorprenderti da qualsiasi lato. Batuffoli di schiuma bianco-giallognola volteggiano accanto a te, in balia di un vento che slega le membra del tuo corpo… incontrollabile! E ti senti schiaffeggiato da un gigante trasparente che si prende gioco di te.
E da quel nero ribollire vedi emergere onde bianche, che nel punto esatto in cui si arricciano, e solo in quel preciso istante, diventano verde trasparente. Attonito ne percepisci la forza, potenza, violenza con cui si schiantano su una roccia nera. Ma niente le può fermare, possono solo cambiare leggermente il loro percorso, insinuandosi, preannunciandosi con sbuffi di vapore e rivelandosi con schizzi di gocce, tante gocce trasparenti. E quella terra non può far altro che sottomettersi, farsi sommergere e levigare nel corso dei secoli, senza potersi sottrarre a questo lento e lacerante cambiamento.


… aria e acqua… trasparenze che disintegrano…


Sopra la tua testa il cielo corre veloce in un carnevale di pioggia, vapore, gocce gelate, grandine, sole, vento, sale, luce, ombra, senza mai stancarsi di sorprenderti. E la tua unica arma di fronte a questo turbinio è lo stupore e un silenzio misterioso, velatamente inquietante. Sbattuto con violenza contro un infinito che ti fa compiere capriole inaspettate, ti ritrovi in balia di te stesso.
Tutto è fluttuante, in movimento."

venerdì 15 febbraio 2008

il viaggiatore

Questo spazio è stato creato all'interno del corso di Tecnologie Didattiche della SSIS Veneto, tenuto dal prof. Midoro.
Approfitto di questo spazio per parlare (con immagini, scritti, canzoni...) di una delle mie grandi passioni: il viaggio. Tra il desiderio e la necessità, è una dimensione che mi accompagna fin da quando ero piccola, quando viaggiavo con la fantasia in luoghi sconosciuti dell'infanzia di mio padre, attraverso i suoi racconti. Poi ho cominciato a passare alla pratica spinta sempre da una forte curiosità verso l'Altro, il suo modo di esprimersi, le sue abitudini, l'ambiente in cui vive. E così ho cominciato dal posto più lontano, convinta del fatto che chi ben comincia è a metà dell'opera. Dalla Nuova Zelanda all'Europa, dai viaggi di piacere e di studio... insomma, amo il movimento, ma non la frenesia, mi piace "entrare" nei luoghi che visito e soprattutto, ovunque vada, mi piace sentirmi a casa.
Il titolo di questo blog, l'ho preso da un testo di una canzone dei Mercanti di liquore (qualcuno di voi li conosce?) intitolata Il viaggiatore, purtroppo nel sito c'è solo il testo, vedo se con una ricerca più approfondita riesco a trovare l'audio. Intanto vi segnalo due pensieri del testo in cui mi ritrovo molto:

"Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento"

"Paese significa storia e storia significa lingua
impara la tua direzione
da gente che non ti somiglia"